testata scuola

icona

Scuola Primaria
 
icona

Scuola dell' Infanzia
 

 

Fu l'imperatore Giuseppe II (1741-1790), figlio, co-reggente e successore dell'imperatrice Maria Teresa (1717-1780), a imporre per legge il 17 settembre 1783 l'obbligo di dare un formale "certificato scolastico" ai bambini che lasciavano la scuola elementare dopo aver imparato a leggere e scrivere.

Il regolamento scolastico generale con il quale Maria Teresa nel 1774 aveva introdotto per la prima volta l'obbligo di frequenza dando vita al sistema scolastico austriaco, successivamente imitato in tutta Europa, non prevedeva ancora nessuna indicazione sulle materie seguite e sul profitto conseguito. La grande imperatrice molto amata dal popolo, che era di mentalità conservatrice ma si era circondata di consiglieri fortemente influenzati dall'illuminismo, mirava alla frequenza regolare degli istituti da parte dei bambini, più che alle loro affermazioni scolastiche. Maria Teresa, che dal matrimonio con Franz I aveva avuto 16 figli, è passata alla storia per il senso materno che insieme con la religiosità ha sempre guidato le sue decisioni. Con l'istituzione del sistema scolastico si era preoccupata soprattutto che bambini e bambine imparassero nei sei anni di scuola elementare a leggere, scrivere e fare i conti, un sapere che poi avrebbero potuto perfezionare in quattro anni di scuola domenicale.

Con Giuseppe II arriva invece l'obbligo di rilasciare la pagella, che inizialmente consisteva in una sola frase scritta a mano. Un certificato dell'anno 1792 suona così: "Si conferma che Josef Pammer, figlio legittimo del mastro fornaio, si è appropriato a sufficienza delle materie prescritte in sei anni di frequenza della scuola elementare locale".

Con il passare del tempo e l'emergere delle diverse materie d'apprendimento, la tendenza a indicare i diversi argomenti e il profitto degli allievi si fece sempre più evidente. Nel 1804 un maestro di Ba Leonfelden (Alta Austria) scriveva nella pagella: "L'allievo ha ben imparato la religione, l'alfabeto, la bella scrittura ed i calcoli a mente".

Dal 1830 il profitto degli allievi è espresso con giudizi verbali codificati, e cioè "ottimo", "buono", "sufficiente", e "insufficiente". Circa 40 anni dopo si aggiunge un quinto livello e, contemporaneamente, vennero introdotti i voti, che nei paesi dell'Europa settentrionale quasi ovunque vanno da "ottimo" (1) a "buono" (2), "soddisfacente" (3), "sufficiente" (4), e "insufficiente" (5).

All'epoca la ripartizione degli scolari in gruppi anche di cento allievi avveniva per livello di abilità, non per età. Solo più tardi il concetto di classe si associò con quello di uguale gruppo di età. Inizialmente i voti venivano dati in religione e nelle materie base come lettura, calligrafia e calcolo. Interessante notare che il voto di religione all'inizio comprendeva anche quello in condotta.

 

 Fu dal 1869 che lo stato austriaco si fece carico del controllo del sistema scolastico nel suo insieme.

 

I nostri banner

educazione e scuolagiornalismo affettivoaranfnada

buona scuolablogfrutta a scuola